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Approfondimento

Cosenza, famiglie in affanno, cresce reddito e caro vita

22 Apr 2026   |   Scritto da Cliccaecomparanews

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Cresce il reddito disponibile a Cosenza (+4,1% nel 2024), ma il pro capite resta tra i più bassi d’Italia. Dati Unioncamere e le voci dei cittadini tra caro vit...

Cresce il reddito disponibile a Cosenza (+4,1% nel 2024), ma il pro capite resta tra i più bassi d’Italia. Dati Unioncamere e le voci dei cittadini tra caro vita e instabilit? . «Le bollette pesano, la spesa costa di più. Quel +4% non è una svolta»

IL reddito a disposizione delle famiglie della provincia di Cosenza nel 2024 è cresciuto rispetto all’anno precedente, ma resta ancora distante dalla media delle province “più ricche” d’Italia. È il quadro che si ricava dai recenti dati elaborati da Unioncamere e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne su base Istat delle scorse settimane.

CRESCE IL REDDITO MA ANCHE IL CARO VITA

Ad oggi, però, ad aggravare ulteriormente la situazione, è il quadro geopolitico internazionale, che, inevitabilmente, si ripercuote anche in citt? . C’è, infatti, chi collega l’andamento dell’economia locale ai conflitti globali. «Tra guerre, tensioni e scelte politiche, il costo della vita è aumentato ovunque», dice Luca, 28 anni. «Il Governo Meloni ha deciso una linea precisa sul piano geopolitico, ma alla fine certe conseguenze arrivano pure qui: energia più cara, meno stabilit? . E noi le paghiamo ogni giorno».

COSENZA, FAMIGLIE IN AFFANNO

Inutile girarci intorno: nonostante nel 2024 – riprendendo i dati del 20 marzo scorso – le famiglie della provincia di Cosenza hanno visto crescere il proprio reddito disponibile in maniera marcata, con un incremento del +4,10% rispetto al 2023, comunque affannano.Nel dettaglio, i dati parlavano di un valore complessivo che passa da 10.933 milioni di euro a 11.382 milioni, pari a un aumento di circa 449 milioni in un solo anno. Un risultato che colloca Cosenza al 17° posto su 107 province italiane per tasso di crescita. La dinamica è quindi evidente. Eppure, il livello resta il vero nodo.

IL REDDITO PRO CAPITE

Il reddito disponibile pro capite si ferma a 16.988 euro, dato che posiziona la provincia al 94° posto nella classifica nazionale. La crescita percentuale, quindi, non si traduce ancora in un reale recupero nella gerarchia economica. Il contesto regionale conferma questa doppia lettura. La Calabria registra un aumento del +3,46%, mentre il Mezzogiorno nel complesso segna +3,38%, entrambi valori superiori alla media italiana del +2,98%. A incidere è anche la composizione del reddito.

MARCATE DIFFERENZE CON IL RESTO DELL’ITALIA

Secondo le analisi, nel Mezzogiorno il peso dei redditi da lavoro resta inferiore di circa 20 punti percentuali rispetto al resto del Paese. Questo significa che la crescita non è trainata solo dall’occupazione, ma anche da pensioni e trasferimenti, elementi che sostengono ma non rafforzano strutturalmente il sistema economico. Nel 2024 si registra comunque un elemento favorevole: il reddito disponibile cresce più dell’inflazione. In termini concreti, questo si traduce in un recupero del potere d’acquisto per le famiglie. I numeri restituiscono una fotografia precisa: Cosenza cresce, e lo fa più di molte altre realt? italiane. Allo stesso tempo, resta ancorata a livelli di reddito bassi, con un margine ancora ampio tra crescita registrata e cambiamento effettivo nelle condizioni economiche quotidiane.

COSENZA TRA REDDITO E CARO VITA, LA VOCE DEI CITTADINI

A questa distanza tra numeri e percezione si aggiungono, oggi, le voci dei cittadini.«Sì, qualcosa si muove, ma nella vita di tutti i giorni non è che si senta così tanto», racconta Antonio, 52 anni, impiegato. «Le bollette pesano ancora, la spesa costa di più. Quel +4% resta un numero, non una svolta».Per Maria, 34 anni, lavoratrice precaria, il problema è un altro: «Il reddito cresce, ma i lavori restano instabili. Finché non cambia questo, non cambia niente davvero. Non basta dire che c’è più reddito se poi non è legato a lavoro stabile».

PESA IL CARO SPESA

Più netto il commento di Giuseppe, pensionato: «Meglio crescere che restare fermi, certo. Però qui si va avanti ancora grazie alle pensioni e agli aiuti. E intanto si investe in scelte che non sempre aiutano l’economia r
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